” Tsugumi ” di Banana Yoshimoto

 Nonostante Banana Yoshimoto sia una scrittrice attiva dal 1988,
con la bellezza di 21 romanzi alle sue spalle tradotti anche in Italiano,
non ne avevo mai letto nemmeno uno.
Un pò per il nome (mi faceva sorridere)
e un pò perchè talmente concentrata su altri generi
da tralasciare tutto il resto.
La scorsa settimana sono entrata in libreria con l’intento di volermi e dovermi rifare di tutto il tempo perso!
Sono andata dritta dritta allo scaffale
dove sapevo già erano disposti tutti i suoi volumi e,
senza starci a pensare,
ho lasciato che fosse il destino a scegliere per me.
 Tsugumi è stato il risultato del caso.
Posso affermare a piena voce di non essermene pentita.
Tsugumi è un libro particolare nel suo genere.
Apparentemente si tratta di una normalissima storia estiva,
il racconto dell’amicizia tra due ragazze completamente differenti. 
In realtà l’essenza del libro, e dunque del racconto, è molto più intrinseca. Tsugumi è incentrato sull’amicizia, quella vera, che va aldilà delle parole, sull’adolescenza e, soprattutto, sulla crescita
Il libro non ha una trama lineare.
Il racconto segue il filo dell’Io narrante, Maria,
ed è attraverso lei stessa che l’autrice dipana la matassa del suo racconto.
Maria e Tsugumi sono due cugine dai caratteri diametralmente opposti.
La prima è dolce, tranquilla e riservata.
La seconda invece sfoga a causa della sua salute cagionevole un indole violenta, a volte intrattabile, e una maleducazione talvolta fuori dall’immaginazione.
La storia si svolge nella penisola di Izu dove le due ragazze sono cresciute.
Maria vi fa ritorno per trascorrere le vacanze estive dopo essersi trasferita a Tokyo.
È un paesino di mare, tranquillo, quasi monotono direi, dove la vita di tutti è scandita molto lentamente.
Ma quest’estate, diversamente da tutte le altre, sarà diversa.
La presenza di Yoko, sorella di Tsugumi,
e l’entrata in scena di un altro personaggio (preferisco non dire chi sia),
renderà quest’estate unica, indimenticabile
e oserei dire fondamentale nella crescita e nel cammino di vita dei protagonisti.
La rivelazione finale, poi, mi ha lasciata senza parole.
Una scoperta del tutto inattesa. Rivelatoria.
Il post scriptum è stato toccante.
Desidererei anch’io scrivere in maniera tanto semplice
da arrivare direttamente là dove le parole devono arrivare.
Tsugumi è stato il mio primo libro di Banana Yoshimoto.
Non so per quanto tempo riuscirò
a ricordare così nitidamente la storia narrata.
Ma continuerò a portarla dentro di me.
Pezzo per pezzo.
Fino a quando non arriverò al punto di averla assimilata,
come parte integra di me, senza averne più memoria.
Ogni libro che leggo lascia un segno dentro di me indelebile.
Questo perché non sono io a scegliere il libro.
Sono loro che scelgono me.
Tsugumi ha scelto me.
E proprio alle porte della stagione estiva.
Credo che rileggerò molto presto questo libro.
Probabilmente seduta sulla spiaggia,
con lo scroscio delle onde che s’infrangono a riva come sottofondo musicale.
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