Coriandolo

Il coriandolo, o Coriandrum sativum, è una pianta erbacea annuale originaria dei paesi del Mar Mediterraneo, che appartiene alla famiglia delle Ombrellifere.

È conosciuto anche con il nome di cilantro (in spagnolo) o prezzemolo cinese e il suo nome, di origine latina, deriva dalla parola greca cory (cimice) seguita dal suffisso –ander (somigliante) e ciò a causa della somiglianza con lo sgradevole odore tipico delle cimici (da qui anche il nome di erba cimicina).

Ma, nonostante le apparenze, il suo aroma è dolce, intenso ma al tempo stesso molto delicato e adatto perciò ad essere usato in notevoli quantità senza sovrastare il sapore dei piatti.

I frutti, dolci e con un lieve sapore di limone, costituiscono uno degli ingredienti principali del curry e del garam masala; le foglie conservano invece un sapore più speziato e amaro.

Nell’antichità, sin dal 5000 a.C.,  l’utilizzo di questa spezia era molto diffuso e non conosceva limiti. Egizi, Ebrei, Greci … ma basti pensare agli stessi Romani che ne facevano ricorso per preservare più a lungo gli alimenti (macinavano i semi di coriandolo e li miscelavano poi con sale e aceto).

L’uso e la conoscenza di questa spezia è molto diffuso nella cucina internazionale, come in quella indiana e latino americana, e meno in quella Italiana, dove lo ritroviamo principalmente della preparazione di insaccati come salsicce e mortadelle, nei sottaceti e nell’industria dei liquori (per aromatizzare, ad esempio, il gin e il Chartreuse).

In Europa centrale il coriandolo viene usato per insaporire le marinate di cacciagione, le salamoie, le verdure e i funghi; mentre in Oriente foglie e rametti vengono usati per aromatizzare insalate e impiegati al posto del prezzemolo.

In Marocco è ideale nelle marinate, nelle zuppe e nei ripieni di carne; in Egitto nelle polpettine di fagioli; in Messico viene usato per dare quel pizzico in più alle pietanze. Ma i semi di coriandolo possiamo ritrovarli anche nei confetti, nel pane e, in Inghilterra, nei dolci.

Un abbinamento ideale si ottiene usandolo come insaporitore anche per cavoli, crauti, minestre, legumi, pesce e carni di maiale ed agnello.

Il coriandolo possiede inoltre una grande quantità e varietà di doti. Ha proprietà antispasmodiche, carminative, antisettiche, aperitive, digestive, antibatteriche e fungicida. È efficace contro l’inappetenza, il gonfiore intestinale, la digestione difficile e la stitichezza. Il suo infuso può essere usato contro i dolori di stomaco e le emicranie. In Sri Lanka le popolazioni tamil utilizzavano i frutti per la preparazione di un decotto che, dolcificato con il miele, si assume per alleviare la tosse.

Il coriandolo, come dicevo prima, è uno degli aromi più antichi della nostra tradizione; nel Rinascimento, per Carnevale, con i suoi frutti rivestiti di zucchero si cominciarono a produrre dei confettini profumati fatti apposta per essere lanciati dall’alto dei carri, dai balconi o delle finestre. Questa usanza, piuttosto costosa per l’epoca, cadde in disuso. I confettini vennero sostituiti poi da pallottoline di gesso per arrivare ad oggi in dischetti di carta multicolori.

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