Curcuma

La curcuma è una spezia originaria dell’Asia sud-orientale, largamente utilizzata nella cucina indiana, medio-orientale e tailandese. La pianta dalla quale si ricava è la Curcuma Longa e vive tra i 20 e i 30 gradi. L’India ne è il primo produttore mondiale.

La curcuma è conosciuta con diversi nomi, tra i quali turmeric in inglese e haldi in hindi.

Il nome deriva dalla lingua persiana-indiana e precisamente dalla parola Kour Koum, che significa zafferano. Ed è per questo che la curcuma è anche nota con il nome di Zafferano delle Indie.

I rizomi della pianta (le radici contenenti i principi attivi ) vengono fatti bollire per parecchie ore e fatti poi seccare al sole o in grandi forni; dopodiché vengono schiacciati fino ad ottenere la polvere giallo-arancione. Il suo ingrediente attivo (che è poi quello che gli conferisce principalmente la colorazione) è la curcumina. Ha un sapore terroso, amaro, piccante ed estremamente effimero.

Altri componenti importanti della curcuma sono il potassio, la vitamina C, l’amido (26%), gli oli eterici in grado di stimolare l’appetito e quelli amari stimolano la formazione di enzimi digestivi.

 

Durante la cerimonia bengalese la Curcuma in pasta viene applicato sul viso e sul corpo

La curcuma è stata usata fin dall’antichità in altri ambiti oltre che in quello alimentare: come colorante per tessuti, per il legno, per la carta; nel folklore indiano, per colorare il corpo (celebre la cerimonia bengalese del gaee holud durante i preparativi del matrimonio).

Oltre che in varie ricette, possiamo trovare la curcuma in varie bevande, nei gelati, nello yogurt, nei biscotti, nei dolci, nelle salse, nelle gelatine, nella mostarda ecc… (codice alimentare E 100).

La medicina tradizionale e, in parte, quella moderna attribuiscono alla curcuma proprietà medicinali. In base a recenti studi, la curcumina potrebbe essere utile contrastare l’insorgere di almeno otto tumori: colon, bocca, polmoni, fegato, pelle, reni, mammelle e leucemia. Proprio a questo proposito nei paesi asiatici e, in particolare, in India l’incidenza dei tumori è molto bassa.

Nella medicina tradizionale indiana e cinese viene utilizzata come disintossicante dell’organismo (del fegato in particolare) e come antinfiammatorio; in India viene applicato il suo rizoma per curare ferite, scottature, punture d’insetti e malattie della pelle con risultati davvero soddisfacenti.

Inoltre le proprietà antiossidanti della curcumina sono in grado di trasformare i radicali liberi in sostanze inoffensive per il nostro organismo oltre che a rallentare invecchiamento del nostro patrimonio cellulare.

Secondo ulteriori studi, gli effetti della curcumina risultano più efficaci quando associati ad un isotiocianato presente in verdure come il cavolo, i broccoli; se assunta assieme al pepe nero, al tè verde o a qualche grasso come l’olio d’oliva o il burro.

La curcuma è presente anche nelle formule di prodotti solari, antinvecchiamento, antiforfora, dermo-purificanti e lenitivi.

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