Avete mai sentito parlare del “Melone Amaro” ?

Nell’articolo “Novità Ottobre 2012: new entry e rientri” avrete notato che è citato un nuovo articolo, raramente esposto in negozio, dal nome Bitter Melon. Considerando che la maggior parte delle persone non ha idea di cosa si tratti oggi ho deciso di pubblicare un articolo in merito 🙂

Più conosciuto come Mormodica charantia, o per l’appunto Bitter Melon, il melone amaro è un frutto della famiglia delle cocurbitacee coltivato prevalentemente in Asia e in Africa. Come dice il nome stesso, il frutto è amaro e ha le sembianze di un cetriolo. Ad ogni modo forma e sapore possono variare in base alle qualità (più o meno amaro).

Rappresenta un importante fonte alimentare nelle regioni tropicali e in molti paesi di origine è impiegata anche a scopi medicinali. A questo proposito è stato riscontrato come l’assunzione di questo frutto possa migliorare le condizioni cliniche di malattie autoimmuni come la psioriasi e il diabete. Sia il frutto che i semi contengono infatti delle sostanze che contribuiscono ad abbassare il livello di zucchero  nel sangue e un polipeptide che è simile all’insulina. Tutt’oggi gli studi sulle proprietà cliniche di questo frutto stanno andando avantiarrivando addirittura a proporre la sua assunzione come antitumorale, contro l’insorgere di ulcere, come inibitore per l’HIV ecc ecc…

Ma adesso arriviamo al punto che più può interessarvi: il suo uso in cucina 🙂

Il frutto è oblungo e, come ho scritto sopra, è molto simile a un cetriolo ma di sapore amaro. Viene utilizzato indietro, ancora verde, o appena ingiallito oppura solamente la sua polpa, in insalate, quando è più maturo.

Il suo utilizzo in cucina è molto variegato visto che il suo consumo copra un’area veramente ampia! Di seguito vi riposto qualche piccolo esempio:

  • Nella cucina cinese – in fritture con carne di maiale e douchi o in zuppe;
  • Nella cucina asiatica – con yogurt, patate, cocco, arachidi, curry, spezie, carne macinata, nel thoran/thuvaran, nel pachardi ecc ecc…
  • Nella cucina indonesiana – nel gado-gado, cotto nel latte di cocco o al vapore;
  • Nella cucina pakistana – cucinato con cipolle, peperoncino rosso in polvere, curcuma, sale, coriandolo in polvere e un pizzico di semi di cumino;
  • Nella cucina vietnamita – con carne secca, gamberi o farcito con carne di maiale macinata;
  • Nella cucina filippina – cotto in padella con carne macinata di manzo e salsa di ostriche, oppure con uova e pomodoro a dadini o con melanzane, gombo, fagiolini, pomodori, fagioli e altri ortaggi vari;
  • Nella cucina nepalese – cotto in padella, ammorbidito e tritato in un mortaio con qualche spicchio d’aglio, sale e un peperone rosso o verde;

A questo punto non vi resta altro da fare che PROVARE questo frutto 😀 e proprio per questo motivo ho deciso di pubblicare una delle ricette etniche riportate sopra, quella del gado-gado.

GADO-GADO: Verdure stufate in salsa di arachidi

Ingredienti per 4/6 persone

Base: 120 gr di cavolfiore, 120 gr di cavolo, 120 gr di fagiolini, 120 gr di germogli di soia, 200 gr di bitter melon, 1 patata di medie dimensioni, 1 uovo sodo

Salsa: 120 gr di arachidi tostate, 2 scalogni, 1 spicchio d’aglio, 1/2 cucchiaio di salsa di soia, 1/2 cucchiaio di salsa di tamarindo, 1/2 cucchiaino di pasta di gamberetti fermentati, 1/4 di cucchiaino di peperoncino in polvere, 1/4 di cucchiaino di zucchero di palma, 1 cucchiaio di olio di semi di arachidi, 1 manciata di sale

Preparazione: lavate il cavolo e tagliate le foglie a striscioline, spuntate i fagiolini e tagliateli a metà, staccate le cimette del cavolfiore, sbucciate la patata e tagliatela a cubetti, lavate e scolate i germogli di soia, fate bollire al dente tutte le verdure, ma separatamente. Nel frattempo preparate la salsa sambal. In un mortaio schiacciate gli scalogni insieme con l’aglio e la pasta di gamberetti, insaporite con il sale e allungate il composto con un cucchiaio di acqua. Sciacquate velocemente le arachidi sotto l’acqua corrente per eliminare i residui di sale, asciugatele e tritatele nel mortaio. Fate scaldare 1 cucchiaio di olio di semi di arachidi, fatevi salatare le arachidi con gli ingredienti lavorati nel mortaio per 1 minuto, aggiungete il peperoncino, lo zucchero, la salsa di soia e mezzo litro d’acqua. Portate a ebollizione e fate ridurre la salsa mescolando di frequente, insaporitela con la salsa di tamarindo un attimo prima di completare la cottura. In un insalatiera, sistemate al centro i germogli di soia e procedete stendendovi sopra le altre verdure: le striscioline di cavolo scottato, i fagiolini, i cavaolfiori, completate con le patate e l’uovo sodo tagliato a spicchi. Riscaldate la salsa, versatela sull’insalata decorando con il bitter melon lavato e tagliato a rondelle. Potete decorare ulteriormente questo piatto aggiungendo anelli di cipolla fritti, dorati e croccanti, e le nuvolette di drago.

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